Descrizione
Luceplan – Lampada a sospensione Levante A06 d106 
Luceplan – Lampada a sospensione Levante A06 d106; Levante è uno chandelier dal forte impatto emozionale. Nasce dall’intersezione di tre grandi ventagli, realizzati in un materiale inedito nel settore design, proveniente dal settore del food, con un aspetto che ricorda la carta di riso, in grado di diffondere uniformemente la luce su tutta la superficie.
Inoltre, lo spessore delle vele è minimo e queste agganciano magneticamente al nucleo centrale che alloggia la fonte luminosa, nascosta come se fosse un cuore organico e pulsante.
Marco Spatti
Marco Spatti è un product designer che vive e lavora a Milano. Inoltre il suo approccio sottolinea sempre la funzionalità e successivamente l’usabilità degli oggetti. Ogni suo progetto è il risultato di un’attenta indagine su passato, presente e conseguentemente futuro del design. L’innovazione è il suo obiettivo primario e lo raggiunge attraverso la reinterpretazione di stili classici e pertanto un uso inedito di materiali e tecnologie di produzione.
Luceplan
Cultura del progetto, sperimentazione e ricerca estetica uniti a funzionalità ed efficienza: è questo sistema di valori che definisce l’identità di Luceplan fin dalla sua fondazione nel 1978. Da sempre concentrata sulla proposta di soluzioni di luce innovative e flessibili, Luceplan crea apparecchi caratterizzati da un alto contenuto di design senza tempo in grado di anticipare le tendenze del settore: un’estesa e versatile gamma di illuminazione articolata nei principali segmenti per interni, outdoor e soluzioni acustiche.
L’azienda, radicata nella città d’origine, Milano, ha una spiccata vocazione internazionale ed esporta circa l’85% del suo fatturato. Il mercato globale è il suo vero interlocutore. Ogni lampada presenta alti standard prestazionali, trasversali e personalizzabili per rispondere alla complessità dei progetti speciali: apparecchi che coniugano la funzionalità con l’esigenza decorativa dell’architettura domestica e delle soluzioni contract.
















